domenica 6 dicembre 2020

Le prime scuole teologiche cristiane di Alessandria e di Antiochia: i loro caratteri distintivi.

 Il Cristianesimo, sin dalle sue origini, non ebbe vita facile:  molteplici  controversie ed eresie infatti minacciarono l'unità della Chiesa.
Già nei primi secoli dopo Cristo nacque l'esigenza di rendere  sistematico il pensiero cristiano ed in quest'ottica si svilupparono le prime scuole teologiche e segnatamente quelle di Alessandria ed Antiochia.
La scuola alessandrina nasce proprio ad Alessandria, la  città portuale dell'Egitto sul Mediterraneo, fondata da Alessandro Magno nel 331 a.C.
Divenne nei secoli un fiorente centro commerciale e culturale: la sua famosa biblioteca fu incendiata varie volte e distrutta nel corso dei numerosi assedi della città.
Ebbene nel III e IV secolo Alessandria divenne il centro di una famosa scuola esegetica, prima ebraica e poi cristiana che si distinse peculiarmente per l'interpretazione allegorica.
Clemente Alessandrino (150-215 ) adottò infatti largamente il metodo allegorico nell'interpretazione della Bibbia ed Origene (183?-215?) lo eresse a sistema, rendendo così un notevole impulso alla nascente teologia, proprio nel cuore della civiltà ellenistica.
Origene  introdusse la cosiddetta teologia "subordinazionistica", una vera e propria   eresia ,secondo cui  il Figlio è inferiore al Padre e lo Spirito Santo inferiore al Figlio". .
Nella scuola furono attivi anche Panteno Santo della Chiesa Cattolica e della Chiesa Copta ortodossa e Sant'Atanasio,  campione della lotta all'arianesimo , ovvero di quella eresia che confutava la natura divina di Gesù.
Nel III e IV secolo  nacque ad Antiochia . anche in contrasto con Origene e più in generale con la scuola alessandrina la scuola di Antiochia un importante centro di esegesi biblica e di teologia cristiana del cristianesimo antico.
Antiochia era una delle città più grandi dell'impero romano, colonia ellenistica del Levante, un'area dove era prevalente la lingua aramaica.
In termini molto sintetici, la scuola di Alessandria, attraverso l'allegoria, cercava di vedere figure di Cristo in ogni parola ispirata, riferendosi  a Platone con la sua indole ideale e speculativa.
La scuola antiochena invece era attenta all'interpretazione letterale ed allo studio storico e grammaticale della Bibbia e con il suo realismo e storicismo si ricollegava ad Aristotele.
Iniziatore della scuola di Antiochia fu Eustazio, vescovo di Antiochia /323.330), che fu fortemente polemico nei confronti di Origene, reo di avere allegorizzato la Sacra Scrittura.
Egli ebbe  un ruolo di primo piano nella condanna di Ario a Nicea (325)-
Altra figura preminente fu Diodoro di Tarso, nativo di Antiochia e presbitero di questa città. Eletto vescovo di Tarso /378).ebbe un ruolo importante nel concilio di Costantinopoli (381) per la conferma del Cedo niceno, con l'introduzione nella sua formula della consustanzialità dello Spirito Santo con il Padre ed il Figlio mediante l'espressione;!Credo in Spiritum Sanctum qui ex Patre per filium procedit"
Discepoli di Diodoro, che può essere considerato il vero fondatore della scuola esegetica antiochena, furono i presbiteri antiocheni Teodoro di Mopsuestia, vescovo di Mopsuestia in Cilicia (392) e Giovanni Crisostomo, grande oratore poi divenuto patriarca a Costantinipoli /398).
Questi sono dunque per grandi linee i caratteri distintivi delle due scuole teologiche cristiane che si caratterizzano nella storia della Chiesa, non solo per la difesa dell'ortodossia, ma anche  per lo svilupparsi   delle prime eresie.


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