giovedì 12 novembre 2020

I quattro Evangelisti: la simbologia.

 


Matteo
 è simboleggiato nell'uomo alato (o angelo), perché il suo Vangelo inizia con l'elenco degli uomini antenati di Gesù Messia.

Marco è simboleggiato nel leone, perché il suo Vangelo comincia con la predicazione di Giovanni Battista nel deserto, dove c'erano anche bestie selvatiche.

Luca è  simboleggiato nel bove, perché il suo Vangelo comincia con la visione di Zaccaria nel tempio, ove si sacrificavano animali come buoi e pecore.

Giovanni è simboleggiato nell'aquila, l'occhio che fissa il sole, perché il suo Vangelo si apre con la contemplazione di Gesù-Dio: "In principio era il Verbo..." (Gv 1,1).

La simbologia deriva dalla rappresentazione della sacra quadriga ovvero il misterioso cocchio di Dio, condotto - secondo una visione del profeta Ezechiele, ripresa dall'Apocalisse - da quattro "esseri viventi" che avevano sembianza di uomo, di leone, di bove e di aquila. Ebbene gli antichi autori cristiani applicarono agli evangelisti le simboliche sembianze della profezia, riconoscendo nel Vangelo il nuovo trono di Dio.

Nelle chiese, sui Lezionari, sui leggii o nelle decorazioni di amboni, pulpiti ed altari, la riproduzione dei quattro animali simboli degli evangelisti sottolinea la fede cristiana nell'unico "Vangelo quadriforme".


I Padri della Chiesa assegnarono ad ognuno degli evangelisti un simbolo, una figura con cui si spiegava il loro stile e il loro zelo personale quando narravano la vita di Cristo nei Vangeli.

Questi sono i simboli degli evangelisti:

San Matteo: L’uomo
San Matteo è associato all’uomo, o angelo, perché si concentra sull’umanità di Cristo. Secondo San Girolamo, questo si rifletterebbe quando san Matteo include nel suo Vangelo la genealogia di Gesù.

San Marco: Il Leone
San Marco viene rappresentato come un leone alato perché il suo Vangelo enfatizza la maestà di Cristo e la sua regalità. Il leone è tradizionalmente considerato come il re delle bestie.

San Luca: il Bue
Il Vangelo secondo San Luca si concentra sulla storicità del carattere sacrificale della morte di Cristo. Per ciò viene associato ad un bue, animale sacrificale per eccellenza

San Giovanni: L’Aquila

Il Vangelo di San Giovanni ha un grande contenuto spirituale, e dalla sua capacità di vedere oltre il presente, di volare in alto, proprio come fa l’Aquila.

Il primo in assoluto a parlarne  fu Sant’Ireneo secondo lui queste quattro creature rappresentavano Cristo stesso: Cristo re, come lo è il leone; Cristo vittima sacrificale, come lo è il bue; Cristo uomo, perché nato da donna; Cristo aquila perché dal Cielo effonde sulla chiesa il suo Spirito.

La tesi fu ripresa da San Girolamo che vide nelle figure dei quattro esseri viventi il simbolo che esprime la totalità del mistero di Cristo: l’Incarnazione come uomo, la Passione come sacrificio (che rimanda alla figura del bue), alla Resurrezione che rimanda alla figura gloriosa del leone e infine l’Ascensione come aquila.



 



Nessun commento:

Posta un commento