domenica 27 dicembre 2020

L'entusiasmo.

 

È pericoloso reprimere nei giovani     l'orgoglioso entusiasmo. 


Fedor Michajlovic Dostoevskij  (1821-1881) scrittore e filosofo russo

   Il giovane deve avere sempre un sano entusiasmo: mai reprimerlo




                







La falsa unanimità dei consensi.

 


"Non le lotte o le discussioni devono impaurire, ma la concordia ignava e l'unanimità dei consensi"


Ne è l'autore Luigi Einaudi( 1874-1861) economista, politico e secondo Presidente della Repubblica Italiana.


La storia dei nostri giorni ne è una testimonianza tangibile:L'ipocrisia e l'unanimismo prevalgono sul confronto a perto delle idee. Tutto ciò non può che arrecare danno al Paese.

sabato 26 dicembre 2020

Festina lente!

  Festina lente!

  
                                                        Affrettati con lentezza!




Gaio Svetonio Tranquillo (in latinoGaius Suetonius Tranquillus70 – 126) è stato uno scrittore romano d'età imperiale, fondamentale esponente del genere della biografia. 




Questa frase  che ha in sè  una contraddizione di termini è profondamente vera  perché è inutile affrettarsi

Platone: la ricerca del bello.

   


Per chi intraprende cose belle , é bello soffrire , qualsiasi cosa gli tocchi ,



                              Platone(428 a.C-348 a.C filosofo ateniese.




               Ricercare il bello è un'ardua impresa che comporta la sofferenza

Cibi condimentum esse fame. Lo afferma Cicerone.



                                               La fame è il condimento del cibo


Marco Tullio Cicerone ( 106 a.C - 43 a.C) filosofo, avvocato , scrittore ed uomo politico romano

Sembra difficile questa citazione, ma non lo è affatto. Infatti si gusta il cibo solamente se si ha fame

domenica 6 dicembre 2020

Le prime scuole teologiche cristiane di Alessandria e di Antiochia: i loro caratteri distintivi.

 Il Cristianesimo, sin dalle sue origini, non ebbe vita facile:  molteplici  controversie ed eresie infatti minacciarono l'unità della Chiesa.
Già nei primi secoli dopo Cristo nacque l'esigenza di rendere  sistematico il pensiero cristiano ed in quest'ottica si svilupparono le prime scuole teologiche e segnatamente quelle di Alessandria ed Antiochia.
La scuola alessandrina nasce proprio ad Alessandria, la  città portuale dell'Egitto sul Mediterraneo, fondata da Alessandro Magno nel 331 a.C.
Divenne nei secoli un fiorente centro commerciale e culturale: la sua famosa biblioteca fu incendiata varie volte e distrutta nel corso dei numerosi assedi della città.
Ebbene nel III e IV secolo Alessandria divenne il centro di una famosa scuola esegetica, prima ebraica e poi cristiana che si distinse peculiarmente per l'interpretazione allegorica.
Clemente Alessandrino (150-215 ) adottò infatti largamente il metodo allegorico nell'interpretazione della Bibbia ed Origene (183?-215?) lo eresse a sistema, rendendo così un notevole impulso alla nascente teologia, proprio nel cuore della civiltà ellenistica.
Origene  introdusse la cosiddetta teologia "subordinazionistica", una vera e propria   eresia ,secondo cui  il Figlio è inferiore al Padre e lo Spirito Santo inferiore al Figlio". .
Nella scuola furono attivi anche Panteno Santo della Chiesa Cattolica e della Chiesa Copta ortodossa e Sant'Atanasio,  campione della lotta all'arianesimo , ovvero di quella eresia che confutava la natura divina di Gesù.
Nel III e IV secolo  nacque ad Antiochia . anche in contrasto con Origene e più in generale con la scuola alessandrina la scuola di Antiochia un importante centro di esegesi biblica e di teologia cristiana del cristianesimo antico.
Antiochia era una delle città più grandi dell'impero romano, colonia ellenistica del Levante, un'area dove era prevalente la lingua aramaica.
In termini molto sintetici, la scuola di Alessandria, attraverso l'allegoria, cercava di vedere figure di Cristo in ogni parola ispirata, riferendosi  a Platone con la sua indole ideale e speculativa.
La scuola antiochena invece era attenta all'interpretazione letterale ed allo studio storico e grammaticale della Bibbia e con il suo realismo e storicismo si ricollegava ad Aristotele.
Iniziatore della scuola di Antiochia fu Eustazio, vescovo di Antiochia /323.330), che fu fortemente polemico nei confronti di Origene, reo di avere allegorizzato la Sacra Scrittura.
Egli ebbe  un ruolo di primo piano nella condanna di Ario a Nicea (325)-
Altra figura preminente fu Diodoro di Tarso, nativo di Antiochia e presbitero di questa città. Eletto vescovo di Tarso /378).ebbe un ruolo importante nel concilio di Costantinopoli (381) per la conferma del Cedo niceno, con l'introduzione nella sua formula della consustanzialità dello Spirito Santo con il Padre ed il Figlio mediante l'espressione;!Credo in Spiritum Sanctum qui ex Patre per filium procedit"
Discepoli di Diodoro, che può essere considerato il vero fondatore della scuola esegetica antiochena, furono i presbiteri antiocheni Teodoro di Mopsuestia, vescovo di Mopsuestia in Cilicia (392) e Giovanni Crisostomo, grande oratore poi divenuto patriarca a Costantinipoli /398).
Questi sono dunque per grandi linee i caratteri distintivi delle due scuole teologiche cristiane che si caratterizzano nella storia della Chiesa, non solo per la difesa dell'ortodossia, ma anche  per lo svilupparsi   delle prime eresie.


sabato 21 novembre 2020

I Martiri di Abitene:sine Dominico non possumus"

 


Correva l'anno 304.

Alcuni Cristiani della Comunità di Abitene in Tunisia furono trascinati davanti al giudice pagano che li accusò  dicendo: Perché avete tenuto  la vostra funzione religiosa pur sapendo che è punita con la pena di morte?

Risposero" Sine Dominico non possumus" ovvero Senza il giorno del Signore non possiamo vivere

Costoro sono i Martiri di Abitene e cioè un gruppo di 49 cristiani ritenuti colpevoli, nel 304, durante il regno dell'imperatore Diocleziano di avere celebrato illegalmente il culto eucaristico domenicale ad Abitene, città della provincia romana nota come Africa.

ll 24 febbraio dell'anno precedente, Diocleziano aveva pubblicato il suo primo editto contro i Cristiani, ordinando la distruzione dei loro testi e dei luoghi di culto in tutto l'Impero Romano, e proibendo loro di riunirsi per le celebrazioni religiose.
Sebbene Fundano, il Vescovo di Abitene, avesse obbedito all'editto e consegnato i testi sacri alle autorità, alcuni cristiani continuarono tuttavia  ad incontrarsi illegalmente sotto la guida del presbitero  Saturnino.
Costoro vennero arrestati e condotti davanti ai magistrati locali, che li inviarono a Cartagine, la capitale della provincia, per il processo che iniziò il 12 febbraio, 
Il presbitero Saturnino, interrogato, non abiurò la sua fede nemmeno sotto tortura ed il suo esempio fu seguito da tutti gli altri, uomini e donne, compresi i suoi quattro figli davanti al proconsole Anulino.  
 Emerito, che aveva dichiarato che i cristiani si erano incontrati nella sua casa ed a cui fu chiesto perché avesse disobbedito all'ordine dell'Imperatore, rispose: "Sine dominico non possumus", cioè: "Non possiamo vivere senza celebrare il giorno del Signore"
La risposta di Emerito sintetizza in sostanza il concetto secondo cui per i primi cristiani, Domenica ed ’Eucaristia celebrata in questo giorno  rappresentano un elemento costitutivo della loro stessa identità
La narrazione è riportata  nel  testo tramandatoci  sotto il titolo di "Passio sanctorum Datini, Saturnini presbyteri et aliorum."

Negli Atti  non è riportato come morirono, ma sembra che siano stati alcuni giustiziati, altri morti di fame e torture nel carcere , comunque in tempi diversi.

Tra i martiri tutti indicati nel Martirologio Romano  si annovera Santa Restituta, Saturnino presbitero con i figli Saturnino,Felice,Maria,Vergine consacrata, Ilarione ed altri.
Santa Restituta, Patrona di Ischia, era originaria di Cartagine o forse di Tenizia, l'attuale Biserta in Tunisia, che sorge sulla costa prospiciente lo stretto di Sicilia e che era già nel III secolo sede episcopale presso Cartagine.

I Martiri di Abitene offrono un esempio fra i più chiari del fatto che la santità . in particolare ai primi tempi della storia della Chiesa è un fenomeno collettivo in cui la solidarietà ed anche l'emulazione  diventano fattori determinanti per la piena realizzazione spirituale di tutto un gruppo.